Il successo è di chi continua a spingersi oltre.

Impegnarsi per il miglioramento continuo significa aggiornare il proprio portafoglio di materiali man mano che la ricerca avanza e le innovazioni sostenibili si dimostrano valide. Servono investimenti per sviluppare capacità, aumentare la produzione e creare mercati per fibre e materiali più sostenibili, soprattutto per sostenere lo sviluppo sociale, tecnico e operativo dei nuovi materiali e premiare chi compie la transizione.

Fibre & Tecnologia: Elenco tecnologie, Ultime novità, Dove aggiornarsi

Da CO2

REOCOER® (Shenghong)
Fibra di poliestere “a cattura di CO₂” del gruppo Shenghong. La tecnologia raccoglie la CO₂ emessa dagli stabilimenti e la converte in glicole etilenico verde, che viene poi polimerizzato con PTA per ottenere la fibra. La fibra è completamente tracciabile, adatta a maglia e tessuto, ed è disponibile in tutte le specifiche POY, DTY e FDY. Shenghong dichiara una riduzione delle emissioni di carbonio del 28,4% rispetto ai filati vergini (dati SGS). Un articolo di terzi riporta una prima fase di espansione da 30.000 t/anno e il Sustainability & Innovation Award della federazione internazionale ITMF (The China Academy).

Fairbrics e THREADING-CO2
Il progetto europeo, guidato dalla start-up francese Fairbrics, va dal 2023 a fine 2026 e punta a dimostrare su scala industriale una tecnologia che trasforma i flussi di CO2 di scarto in poliestere. L’azienda dichiara un taglio del 70% delle emissioni di gas serra rispetto al PET di origine fossile. L’etilene glicole è già ottenuto da CO2, l’acido tereftalico non ancora. Per il 2026 era previsto un pilota da una tonnellata al giorno: approfondisci. Verifica lo stato attuale con l’azienda.

Rubi Laboratories
Start-up californiana che usa enzimi, in un sistema senza cellule, per convertire la CO2 in polpa di cellulosa, poi filata come la viscosa. GANNI è stato il primo marchio a provare una miscela con il 20% di filato di cellulosa Rubi. Obiettivo dichiarato: parità di prezzo con la viscosa standard. Tecnologia in fase iniziale.

Da cellule, piante e alghe

GALY: Literally Cotton
Cotone coltivato da cellule vegetali in bioreattori, anziché nei campi. Inditex ha acquisito una quota a luglio 2024 e a settembre 2024 GALY ha raccolto 33 milioni di dollari per arrivare alla scala pre-industriale. Ha un accordo decennale da 50 milioni di dollari con Suzuran Medical. Un’analisi di luglio 2026 osserva che non è ancora in grado di sostituire il cotone convenzionale.

Kintra Fibers
Azienda statunitense con un’alternativa al poliestere di origine biologica e biodegradabile, producibile con le attrezzature del PET. Dichiara emissioni di carbonio inferiori del 95% rispetto al poliestere tradizionale. Tra gli investitori: H&M, Bestseller, Inditex, Reformation e Fashion for Good.

MATTR™ – Algae-Based Next-Gen Material: i materiali a base di alghe stanno emergendo come una delle innovazioni più promettenti tra le fibre di nuova generazione. Derivati da alghe rosse o da biomassa marina, questi materiali possono essere miscelati o lavorati in fogli flessibili e superfici simili a tessuti.

SeaCell™ e Smartcel™ (Smartfiber)
Azienda tedesca. SeaCell™ è una fibra lyocell in cui alga islandese (Ascophyllum nodosum), macinata in polvere micrometrica, viene aggiunta alla soluzione di cellulosa; è prodotta con Lenzing. Smartcel™ Sensitive aggiunge ossido di zinco per la cura della pelle.

Keel Labs: Kelsun™
Già AlgiKnit (Carolina del Nord). Filato da biopolimero di alghe, che l’azienda dichiara compostabile entro 60 giorni in test di terze parti. Sostenuta da Horizons Ventures e H&M CO:LAB; Stella McCartney è tra i partner.

PANGAIA Science & Innovation Hub
Azienda di scienza dei materiali con C-FIBER™, FLWRDWN™, PPRMINT™, PANettle™ e PANHemp™, coloranti naturali e materiali di partner come Vegea. Produce tessuti con fibra di alghe da cotone biologico e lyocell. Certificata B Corp.

Cellulosiche

SUNCELL™ (Zhengzhou Zhongyuan Group)
Lyocell a filamento di livello industriale, con sistema a ciclo chiuso e recupero del solvente fino al 99,5%, dichiarato completamente biodegradabile. Il filamento è raro rispetto al fiocco ed è interessante come alternativa setosa a viscosa e acetato. Propone anche un filo tecnico cellulosico ad alta tenacità per compositi, plastiche e gomma, oltre a tessuti, tessuti unidirezionali e non tessuti.

LONGCELL® (Zhejiang Huafeng Longcell Fiber Technology)
Marchio di lyocell a filamento continuo, presentato nel 2017 come il primo brand cinese di questo segmento. Dissolve la cellulosa (polpa di legno o di bambù) in una soluzione acquosa di NMMO, in un sistema a ciclo chiuso. Dichiarato completamente biodegradabile, con certificazione OEKO-TEX® STANDARD 100. Capacità pianificata: 20.000 t/anno, con un investimento previsto di 1,2 miliardi di RMB.

Spinnova
Tecnologia finlandese che produce fibra da legno o da cellulosa di scarto senza dissolverla e senza sostanze chimiche dannose. La produzione nello stabilimento dimostrativo Woodspin si è fermata a giugno 2025, quando Suzano si è ritirata. Spinnova ne ha preso il pieno controllo a ottobre 2025, ha avviato le prove ad aprile 2026 e punta a riprendere la produzione su scala maggiore nel corso del 2026, con Sulzer come partner tecnologico.

Juncao: erba al posto del legno
Erba a crescita rapida e alta resa, promossa in Cina per sostituire la polpa di legno. Xinxiang Chemical Fiber (gruppo Bailu), il principale produttore cinese di viscosa a filamento, ha completato la ricerca e sviluppo sul juncao e lo sta integrando nella linea di produzione principale. Canopy segnala che l’azienda continua a cercare valutazioni scientifiche sull’impatto della fibra di juncao (scheda Canopy Hot Button Report). Il juncao è un’erba a crescita rapida, promossa in Cina come alternativa alla polpa di legno. Secondo un’analisi di terzi, ad aprile 2025 Bailu ha acquisito il 100% di Xinxiang Juncao New Materials Technology per assicurarsi la materia prima non legnosa (analisi DCF). L’azienda ha depositato brevetti sulla fibra cellulosica rigenerata da juncao a partire dal 2023 (profilo brevetti). Non risultano ancora dati pubblici su volumi, titoli e certificazioni della fibra juncao.

REBOOCEL™ (Jilin Chemical Fiber)
Fibra corta di viscosa di bambù lanciata dal produttore cinese Jilin Chemical Fiber, composta per il 70% da bambù certificato FSC e per il 30% da bambù riciclato post-consumo, recuperato da mobili scartati. L’azienda ha annunciato l’avvio della produzione su scala commerciale, con un obiettivo di 30.000 t/anno (comunicato Canopy, maggio 2025). Fa parte delle due linee “Next Gen” di Jilin, insieme a JIRECELL™ (filamento di viscosa con il 30% di pasta di cotone riciclato Circulose®). Jilin collabora con Canopy dal 2019 e nell’Hot Button Report 2024 ha ottenuto il “Dark Green Shirt” (scheda Canopy).

TreeToTextile e Livaeco™ Lyocell
A febbraio 2026 Lenzing ha preso la maggioranza della società svedese TreeToTextile, la cui tecnologia per fibre cellulosiche è descritta come il prossimo grande passo dopo viscosa e lyocell. Birla Cellulose ha lanciato Livaeco™ Lyocell, con un tracciante molecolare per verificarne l’origine lungo la filiera.

TENCEL™ e REFIBRA™ (Lenzing)
Il lyocell TENCEL™ è ottenuto da legno certificato FSC con un processo a ciclo chiuso (Lenzing indica il 99,5% di recupero del solvente). REFIBRA™ aggiunge ritagli di cotone alla polpa di legno, riducendo l’uso di materia prima vergine. Tra i marchi: GANNI, Kings of Indigo e Timberland.

OnceMore® (Södra)
Processo per scarti tessili misti post consumo, combinati con legno di foreste gestite in modo responsabile, per ottenere polpa tessile per viscosa e lyocell. Tra i marchi: Jack & Jones, Lindex e Filippa K. Södra e Lenzing collaborano sul riciclo tessile dal 2021. L’obiettivo principale del progetto LIFE TREATS è scalare la composizione al 50% di tessuti riciclati e 50% di legno. L’impianto svedese punta a raggiungere una capacità di lavorazione di 50.000 tonnellate all’anno di rifiuti tessili post-consumo miscelati (anche di diversi colori e materiali), per produrre ben 60.000 tonnellate all’anno di polpa di cellulosa da immettere sul mercato.

Poliestere riciclato

Seaqual®
Marchio di filato e fibra di poliestere riciclato, lanciato nel 2016 da Ecoalf, Antex e Textil Santanderina (Ecotextile, Textile Network). Il filato Seaqual® YARN è composto per circa il 10% da plastica recuperata da mari, laghi e corsi d’acqua in Europa e per circa il 90% da plastica post-consumo di origine terrestre (Dezeen). Seaqual® raccoglie, pulisce e trasforma la plastica in fibra, che viene poi lavorata da filature, tessitori e marchi. Una parte dei proventi va alla Seaqual Foundation, che sostiene il recupero dei rifiuti da oceani, spiagge, estuari e fiumi.

Bionic®
Azienda statunitense di materiali che produce filati e polimeri completamente tracciabili da plastica costiera e marina (HDPE), con i filati FLX, DPX e HLX.

Reborn Poliestere riciclato prodotto dal 2018, con la prima linea al mondo, secondo il gruppo, che va dalle scaglie di bottiglie PET direttamente alla filatura. Il progetto Reborn Technology, focalizzato sulla filatura diretta a partire dalle scaglie di bottiglie in PET riciclate, ha ridefinito gli standard industriali della sostenibilità tessile ottenendo il prestigioso Secondo Premio del Jiangsu Provincial Science and Technology Progress Award.Può produrre fibre riciclate al 65% e al 100%, anche cationiche e ad alto ritiro, e ha varie serie: opaco, cationico, island, a colorazione liquida (dope dyed), effetto cotone e altre.

Carbios
Riciclo enzimatico del PET. A luglio 2026 ha esteso la sua offerta di licenze al tessile e ha dichiarato conversioni oltre il 95% in 24 ore su flussi complessi di rifiuti tessili, dopo 100 batch nell’impianto dimostrativo di Clermont-Ferrand (comunicato del 21 luglio 2026). Il poliestere riciclato, commercializzato come EnzyTex (pellet r-PET o filato), è stato ripolimerizzato da Selenis e trasformato in magliette interamente in Europa, su macchinari industriali standard, con i membri del Fiber-to-Fiber Consortium Patagonia, PUMA e Salomon (comunicato del 29 settembre 2026). Il consorzio comprende anche On e PVH. L’impianto di Haining (Cina), con Wankai New Materials, è atteso nella prima metà del 2028.

T2T

Syre
Azienda svedese fondata da H&M Group e Vargas. Il suo processo T2T trasforma il poliestere post consumo in poliestere circolare di qualità simile al vergine. Dopo un accordo di fornitura pluriennale con Nike, prevede uno stabilimento in Vietnam (circa 700 milioni di dollari), con costruzione attesa nel 2027 e produzione prevista per fine 2029, secondo il suo CEO. Obiettivo a lungo termine: circa una dozzina di impianti e circa 3 milioni di tonnellate l’anno.

NuCycl® (Evrnu)
Azienda statunitense che rigenera scarti pre e post consumo ricchi di cotone in lyocell NuCycl®, che secondo l’azienda può essere riciclato più volte. Tra partner e clienti: adidas, Levi’s, Stella McCartney e Zara. È stato annunciato un primo impianto commerciale da 18.000 tonnellate l’anno; verifica lo stato attuale con l’azienda.

Axens, IFPEN e JEPLAN (Rewind® PET)
Ad aprile 2026 i partner hanno trasformato diverse decine di tonnellate di scarti tessili post consumo europei ricchi di poliestere in BHET, il monomero di base del poliestere riciclato al 100%, che sarà usato per produrre filati, tessuti e capi. Anche Syre e Jeplan collaborano, con l’obiettivo di volumi di più tonnellate entro fine 2026.

Circ®
Azienda statunitense (Danville, Virginia) il cui processo brevettato tessile-tessile (T2T) separa poliestere e cellulosa dai tessuti misti poliestere-cotone, ottenendo Circ® Polyester e Circ® Lyocell. Inditex è tra gli investitori e Zara tra i marchi che la usano. Il primo impianto su scala industriale è in costruzione a Saint-Avold, nel nord-est della Francia, e a marzo 2026 Linz Textil ha aderito alla sua iniziativa Fiber Club.

  • Shenghong (25 agosto 2026): Shenghong acquista i chip PET di Circ e li trasforma in filati rigenerati su scala commerciale, mentre la tecnologia T2T resta di Circ (comunicato stampa). Le sue fibre Reborn storiche derivano da bottiglie, non da vestiti usati. Le basi produttive sono a Suzhou e Suqian.
  • Primark (28 settembre 2026): accordo di acquisto a lungo termine (multi-year offtake). Primark comprerà poliestere riciclato da scarti tessili di Circ e lo userà nei suoi capi dal 2029 (comunicato stampa).
  • Bailu: ha firmato un accordo per usare la pasta riciclata di Circ nella produzione commerciale di viscosa a filamento, come partner produttivo in Cina per brand e filature.

Filiera: gli scarti tessili vengono raccolti in Europa, trasformati in pasta riciclata (Södra OnceMore, Circulose, che riparte nel quarto trimestre 2026, o Circ), lavorati in Cina, e il filato spesso ritorna in Europa.

Worn Again Technologies
Riciclo chimico che separa e rigenera poliestere e cellulosa dagli scarti di poliestere-cotone. A marzo 2026 l’azienda ha avviato l’impianto Accelerator a Winterthur, in Svizzera, con oltre il 95% di recupero dei solventi. Il primo modulo recupera poliestere filabile; un modulo per la cellulosa è in fase di progettazione. Tra i partner: H&M Group, Sulzer Chemtech e Kering.

Reju
Riciclatore chimico di scarti tessili misti post consumo. Impianto dimostrativo a Francoforte da ottobre 2024; il primo impianto commerciale (Rochester, USA) è atteso a fine 2028 o nel 2029.

Cellulosiche e cotone

Bailu-Eco: filato di viscosa a filamento con circa il 30% di contenuto riciclato post-consumo, ottenuto con la pasta OnceMore di Södra. È partito con il 5% e la quota è aumentata nel tempo.

ByluRecel: linea pilota inaugurata ad aprile 2025 che salta la fase della pasta e parte direttamente da tessili recuperati (soprattutto lenzuola d’albergo). Capacità iniziale 1.000 t/anno di fibra corta, con una seconda linea da 1.000 t/anno di filamento in sviluppo. Per il 2025 si prevedevano circa 600 t.

Infinna™ (Infinited Fiber Company)
Azienda finlandese che produce da scarti tessili ricchi di cotone una fibra di carbammato di cellulosa dal tatto simile al cotone, senza solfuro di carbonio. Lo stabilimento di Kemi, in Finlandia, è progettato per trasformare circa 37.000 tonnellate di scarti in 30.000 tonnellate di fibra l’anno, con consegne commerciali previste nel 2026. Obiettivo: 500.000 tonnellate l’anno entro il 2030. Inditex ha un accordo di acquisto e l’azienda collabora con lo smistatore SOEX. Tra i marchi: adidas, H&M, Patagonia e Zara.

Circulose®
Polpa solubile ottenuta al 100% da scarti riciclati di cotone e viscosa, usata per produrre viscosa, lyocell e altre fibre rigenerate. Dopo il fallimento di Renewcell, Altor ne ha rilevato gli asset a giugno 2024 e ha creato Circulose. Kristinehamn (Svezia) può riciclare 7.000 tonnellate di tessili l’anno. Tra gli utilizzatori Levi’s e H&M, e Circulose ha concordato con China Textile Academy Green Fibre di offrire lyocell prodotto con la sua polpa.

Recover™
Azienda spagnola a conduzione familiare con decenni di esperienza nel riciclo meccanico del cotone (RCotton). Nel 2022 ha ricevuto un investimento di minoranza da 100 milioni di dollari guidato da Goldman Sachs Asset Management. Con Rieter e Polopiqué produce filati fini a anelli con il 40% di contenuto riciclato.

SaXcell
Azienda olandese che produce una fibra di cellulosa rigenerata da scarti di cotone riciclati chimicamente. Secondo i suoi dati, la tenacità è di circa 43 cN/tex, superiore a quella del cotone.

Circular Systems: Texloop™ e Agraloop™
Con sede in Svizzera. Texloop™ trasforma gli scarti di cotone pre consumo in cotone riciclato RCOT™, con filati fino al 50% di cotone riciclato certificato GRS. Agraloop™ usa residui agricoli. Include la tecnologia di filatura Orbital™ . Usata nella collezione “Wear the Waste” di H&M.

Poliammide ed elastan

Aquafil: ECONYL®
Gruppo italiano (Arco, Trento). Il nylon ECONYL® è rigenerato da scarti di nylon pre e post consumo, come reti da pesca, moquette e ritagli di tessuto, e vale circa il 60% dei ricavi della divisione fibre. Aquafil ha completato un impianto dimostrativo per il riciclo chimico del PET e, in Slovenia, un impianto dimostrativo che separa il nylon dall’elastan nei tessuti misti.

BASF: loopamid®
Poliammide 6 riciclata ottenuta interamente da scarti tessili post-industriali e post consumo, anche in miscela con elastan. Certificata Global Recycled Standard. Lindex prevede i primi modelli di lingerie con loopamid all’inizio del 2027.

The LYCRA Company: gamma EcoMade
LYCRA® EcoMade (20% di spandex riciclato), LYCRA® T400® EcoMade (oltre il 65% di contenuto riciclato o di origine vegetale), COOLMAX® EcoMade (100% da risorse riciclate) e THERMOLITE® EcoMade. Partner: ITOCHU. L’azienda collabora anche con Qore per il BDO di origine biologica.

Acetato

Eastman Naia™ (Eastman è una multinazionale): resta acetato, ma in versione più sostenibile. Naia Renew ha il 40% di contenuto riciclato certificato, Renew ES arriva al 60%. A febbraio 2026 ha presentato Naia Lyte, un filato di acetato con tenacità maggiore, sviluppato con la cinese Huafon Chemical.

Progetti e ricerca

Aarhus University: separare l’elastan dal nylon
Un metodo chimico sviluppato dall’Università di Aarhus (Danimarca) rimuove completamente l’elastan dal nylon, senza ancora funzionare sul cotone. Finora è stato testato solo in laboratorio, su due calze alla volta.

Ricerca: filati elastici senza elastan
Ad aprile 2026 uno studente dell’istituto ITA ha ricevuto un premio per la sostituzione dell’elastan tradizionale con filati elastici di elastomeri copoliestere termoplastici (TPC).

Fibersort
Progetto finanziato da Interreg (2016–2020), guidato da Circle Economy e oggi sviluppato con Valvan. Smista i tessili per tipo di fibra con telecamere NIR e RGB.

G2G (Garment-to-Garment, HKRITA)
Sistema di riciclo dell’istituto di ricerca di Hong Kong. Sono preferibili maglioni e magliette; i capi con Lycra, spandex, piumino, pelle, stampe in gomma o rivestimenti speciali non sono adatti.

TexCircle
Progetto di ricerca della Scuola universitaria professionale di Lucerna, con l’obiettivo di chiudere il ciclo di vita dei prodotti tessili in modo che i materiali originali possano essere riutilizzati in modo efficiente.

DITF e STFI: filatura di filati riciclati al 100%
Gli istituti di ricerca tedeschi dimostrano che è possibile rielaborare in filato il 100% di materiale riciclato, a condizione che i filati siano usati in modo orientato al prodotto.

T-REX
Progetto UE con 12 partner lungo la catena del valore per lo smistamento a circuito chiuso e il riciclo dei rifiuti tessili domestici. Veolia guida raccolta e smistamento per le tecnologie di Infinited Fiber Company, BASF e CuRe.

SCIRT
Progetto UE triennale coordinato da VITO (System Circularity & Innovative Recycling of Textiles). Decathlon, Petit Bateau, Bel & Bo, HNST e Xandres svilupperanno sei tipi di capi con fibre riciclate.

UKFT: riciclo tessile e moda circolare
Progetto britannico che combina scansione ottica, robotica, intelligenza artificiale, pre-lavorazione (rimozione di bottoni, cerniere e finiture) e macchine per la riduzione delle dimensioni.

IONCELL® (Aalto University e Università di Helsinki)
Tecnologia finlandese di fibra cellulosica rigenerata che usa liquidi ionici al posto dell’NMMO, anche detta Ioncell-F. La materia prima può essere polpa di legno, carta straccia o rifiuti tessili. È completamente biodegradabile e, secondo Aalto, nei test supera cotone e fibre cellulosiche attuali. Marimekko ha presentato abiti in Ioncell a Helsinki nel 2014 e nel 2016. È ancora in fase di impianto pilota (TRL 4) e funziona con un modello di licenza. Non risultano prodotti in fibra Ioncell da rifiuti tessili post-consumo in vendita ai consumatori. Il Sustainable Runway Fund (100 milioni di USD) ha indicato nei suoi documenti l’intenzione di finanziare l’aumento di capacità, con un progetto pilota in Vietnam.

Ultime novità

Brightfiber Textiles ha annunciato ufficialmente il 22 ottobre 2026 la sospensione immediata, a tempo indeterminato, della produzione di fibre presso il proprio stabilimento di Amsterdam, poiché l’attività non è più finanziariamente sostenibile. Lo stabilimento di Amsterdam, aperto nel 2024, era considerato la prima struttura al mondo di riciclo tessile circolare locale, in grado di trattare circa 2,5 milioni di chilogrammi di rifiuti tessili all’anno, collaborava con filatori in Europa e Turchia: essa stessa forniva le fibre rigenerative e poi acquistava i filati prodotti da questi ultimi.

La sospensione riguarda solo la produzione di fibre. Brightfiber continuerà le attività di selezione e riciclaggio dei tessuti (utilizzando l’IA per migliorare l’efficienza), manterrà la fornitura di filati e prodotti riciclati tramite partner e sta valutando la possibilità di trasferire la produzione di fibre in altre località europee .

Brightfiber Textiles, azienda olandese specializzata nel riciclo circolare di tessuti, il cui core business era trasformare indumenti usati raccolti localmente in fibre tessili rigenerative, e produrre successivamente filati, tessuti e persino capi finiti, con l’obiettivo di realizzare un ciclo chiuso “da abito ad abito” (utilizzava esclusivamente indumenti usati di scarto provenienti da collettori olandesi,) forniva capi finiti come t-shirt e maglioni a marchi di moda e abbigliamento da lavoro con il marchio “Bright.Fiber Inside”.


La Banca asiatica di sviluppo (ADB) e Modern Syntex Limited (MSL), società del gruppo TK, hanno firmato un prestito da 50 milioni di dollari per il Modern Energy-Efficient Polyester Chips Manufacturing Project in Bangladesh. L’impianto di Mirsarai, vicino a Chattogram, passerà da 107 a 407 tonnellate al giorno di chips di poliestere, quasi il quadruplo. Il progetto riguarda chips ad alta viscosità intrinseca per tessile e abbigliamento di maggior valore. Punta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime sintetiche e a rafforzare la filiera locale, con macchinari più efficienti dal punto di vista energetico. Le operazioni commerciali sono previste per il 2027. I dati di capacità riguardano solo i chips, non la fibra o l’abbigliamento finiti.


Igers ha sede a Trezzano sul Naviglio (Milano) e fa parte del gruppo Haiki+. Ha aperto a San Pietro Mosezzo (Novara) un impianto di riciclo di rifiuti tessili, con investimento di 8 milioni di euro. L’inaugurazione è avvenuta il 21 settembre 2026. L’impianto è descritto come uno dei più grandi d’Europa per il riciclo tessile.


La Federal Trade Commission statunitense ha approvato renoa, una fibra rigenerata da scarti tessili ricchi di cheratina, come classificazione autonoma di fibra per abbigliamento. È la prima nuova categoria riconosciuta dall’agenzia dopo il PLA nel 2002. Sviluppata nel laboratorio newyorkese di Everbloom, renoa viene presentata come la prima fibra al mondo rigenerata da ritagli e rifiuti tessili ricchi di cheratina, piume d’oca (down) incluse. Il processo produttivo brevettato purifica e raffina questi scarti fino a ottenere la proteina nella sua forma più pura. Da subito, i marchi possono etichettare e commercializzare sul mercato statunitense prodotti che contengono la fibra.


L’Apparel Recovery Coalition (ARC) è un’iniziativa di due anni, lanciata a fine settembre 2026 nel mercato di Kantamanto, ad Accra, in Ghana.Costruisce e testa per due anni un “blueprint”, cioè uno schema operativo di responsabilità del produttore che tenga conto dei flussi globali di tessili post-consumo. Finanzia attività di riuso, upcycling, riciclo e gestione dei rifiuti nei paesi riceventi. Il Ghana è il primo caso dimostrativo. The Or Foundation: organizzazione ghanese attiva da circa 15 anni nel mercato di Kantamanto; stima che il mercato rimetta in circolo 25 milioni di capi al mese.Fondatori che finanziano: adidas, BESTSELLER, H&M Group e Inditex, con contributi volontari nel 2026–2027.Circle Economy: funge da segreteria e facilitatore indipendente.


Mercato globale delle fibre: i sintetici continuano a crescere
Secondo il Materials Market Report 2025 di Textile Exchange, nel 2024 la produzione mondiale di fibre ha raggiunto i 132 milioni di tonnellate. Le fibre sintetiche valgono il 69% del totale e il solo poliestere circa il 59% (78 milioni di tonnellate). Le fibre riciclate hanno una quota del 7,6%, quasi tutta di poliestere riciclato da bottiglie in PET. Meno dell’1% proviene da tessili riciclati.


Fibre man-made: previsioni al 2030
Textiles Intelligence prevede un aumento significativo della produzione di fibre man-made tra il 2024 e il 2030, fino a circa il 79% della produzione globale di fibre. Le fibre sintetiche e quelle cellulosiche dovrebbero crescere a ritmi simili. Il rapporto completo è a pagamento.


Chiude Kelheim Fibres (viscosa speciale)
Il produttore tedesco di fibre di viscosa speciali ha cessato l’attività il 31 marzo 2026, dopo il ritiro di un investitore strategico e la mancanza di ordini da un cliente chiave. La chiusura dovrebbe rendere più scarsa la disponibilità di viscosa speciale, e gli acquirenti stanno rivedendo le fonti di approvvigionamento. Maggiori dettagli su technical-textiles.net.


Prezzi del filamento di poliestere in Cina
A maggio 2026 SunSirs ha segnalato un calo graduale dei prezzi del filamento di poliestere, guidato dal DTY, con domanda debole e scorte alte. I livelli principali erano circa 8.400–8.600 RMB/tonnellata per il POY, 8.800–9.000 per l’FDY e 9.200–9.500 per il DTY (rapporto di maggio). Nell’ultima settimana di giugno i prezzi si sono indeboliti ancora: il DTY ha tenuto meglio grazie ai margini di lavorazione, mentre il POY è sceso di più. SunSirs pubblica aggiornamenti settimanali.

Scarti pre e post consumo. Secondo Textile Exchange, meno dell’1% della produzione mondiale di fibre deriva da tessili riciclati; la maggior parte del poliestere riciclato proviene ancora da bottiglie in PET.

Dove aggiornarsi

La EU Textiles Ecosystem Platform è l’hub digitale ufficiale lanciato dalla Commissione Europea per supportare concretamente l’industria del tessile e dell’abbigliamento nel percorso verso la sostenibilità, la digitalizzazione e la competitività globale

Innovation in Textiles: Portale britannico interamente focalizzato sulle tecnologie di rottura (breakthrough technologies). Dedica intere sezioni quotidiane a filati intelligenti, polimeri innovativi, biosintetici e ai progressi del riciclo molecolare/chimico.

Fashion for Good è la piattaforma globale per l’innovazione collaborativa che mira a trasformare il settore e a costruire un’industria rigenerativa. 

Fibre2Fashion basato in Asia ma con una copertura globale imbattibile, è lo strumento quotidiano per monitorare l’andamento dei prezzi delle materie prime vergini (es. quotazioni del cotone, stabilità dei prezzi del poliestere e della viscosa) e le innovazioni della filiera produttiva mondiale.

“World of Waste”: uno strumento per mappare i punti critici (hotspot) dei rifiuti tessili a livello globale, che fornisce dati su volume, composizione e tipologia dei rifiuti per supportare riciclatori e innovatori.

Ellen MacArthur Foundation (fondata nel 2010) · Conscious Fashion and Lifestyle Network (Nazioni Unite) · Swedish Fashion Council (fondato nel 1979) · BESTSELLER Innovation Lab · LVMH Open Innovation (La Maison des Startups, dal 2018)

Textile Exchange (rapporto annuale sulle fibre) · Texdata: notizie sulle fibre riciclate · Renewable Carbon News (materiali da CO2 e di origine biologica) · Innovation in Textiles · Technical-textiles.net · CORDIS (progetti di ricerca UE) · CIRFS (associazione europea delle fibre man-made)